Sensibilità al glutine in individui non celiaci: la causa è il leaky gut

 

16/11/2016 - Questo il risultato di un importantissimo studio della Columbia University di New York. La sensibilità al glutine, che è presente in moltissimi individui autistici, origina dal leaky gut e da a sua volte inizio ad una diffusa infiammazione. Lo studio dimostra una base biologica per i sintomi correlati alla sensibilità: dolore addominale, diarrea, ansia, disturbi cognitivi. Nello studio sono stati valutati 80 individui con sensibilità al glutine, 40 con celiachia e 40 controlli. Mentre gli individui con celiachia non mostravano markers immunitari alterati, il gruppo con sensibilità al glutine presentava attivazione acuta e sistemica del sistema immunitario. Ciò avviene perchè, secondo gli autori, componenti della dieta e del microbioma passano dall'intestino al flusso ematico attraverso le giunzioni intestinali alterate. Gli individui a dieta senza glutine e farinacei per sei mesi mostravano un ritorno alla normalità dei marcatori.

https://www.autism.com/leaky-gut#sthash.NYExPbOK.dpbs

Melanie Uhde, Mary Ajamian, Giacomo Caio, Roberto De Giorgio, Alyssa Indart, Peter H. Green, Elizabeth C. Verna, Umberto Volta, and Armin Alaedini. Intestinal cell damage and systemic immune activation in individuals reporting sensitivity to wheat in the absence of coeliac disease.  Gut. July 25, 2016.


Il teatro è d'aiuto per i ragazzi autistici

12/10/2015 - Secondo una ricerca condotta dalla Vanderbilt University e pubblicata su Journal of Autism and Development Disorders il teatro può migliorare le competenze sociali dei ragazzi autistici. Trenta ragazzi autistici dagli 8 ai trenta anni hanno seguito un programma di attività teatrali per 10 settimane. Al termine, i ricercatori hanno riscontrato un miglioramento delle abilità sociali e della comunicazione.

http://www.playbill.com/news/article/new-study-finds-theatre-can-help-children-on-autism-spectrum-365305


Molecola presente nei broccoli efficace contro l'autismo

26/11/2014 - Una ricerca, pubblicata su PNAS, condotta dal MassGeneral Hospital for Children e Johns Hopkins University School of Medicine indica che il sulforaphane, una molecola estratta dai germogli di broccoli, può portare benefici in chi è affetto da disordini dello spettro autistico.  Nello studio, sono stati selezionati 40 giovani (da 13 a 27 anni) con autismo da moderato a severo; 26 di loro hanno ricevuto da 9 a 27 mg al giorno di sulforaphane, 14 hanno ricevuto un placebo. Dopo 4 settimane, i ragazzi che hanno assunto sulforaphane hanno mostrato un significativo miglioramento nel comportamento autistico, come misurato dai test: Aberrant Behavior Checklist (ABC), Social Responsiveness Scale (SRS) e Clinical Global Impressions-Improvement scale (CGI-I). Dopo 18 settimane il miglioramento medio nell'ABC è stato del 34%. Il problema è che per raggiungere le quantitaà di sulforaphane utilizzato, bisognerebbe mangiare diversi chili di broccoli!

Singh K, Connors SL, Macklin EA, Smith KD, Fahey JW, Talalay P, Zimmerman AW. Sulforaphane treatment of autism spectrum disorder (ASD).PNAS. 2014, October 13.

http://www.worldhealth.net/news/broccoli-sprout-compound-shows-promise-autism/


Terapia cellulare: la Duke University utilizzerà cellule del sangue del cordone ombelicale per il trattamento dell'autismo

30/06/2014 - La Duke University di Durham, USA ha ricevuto un finanziamento di 15 milioni di dollari per studiare gli effetti del trattamento con cellule estratte dal sangue del cordone ombelicale in pazienti autistici. Lo studio è allargato anche ad altre patologie del sistema nervoso, quali la paralisi cerebrale. Il progetto avrà durata di cinque anni per una spesa totale di 41 milioni di dollari, messi a disposizione dalla Marcus  Foundation di Atlanta. La fase inziale prevede il reclutamento di 20 bambini autistici che hanno conservato il proprio cordone ombelicale da cui estrarre le cellule, per poi affrontare la fase successiva utilizando donatori di cordone ombelicale. Il razionale si basa sul fatto che tali cellule possano riparare aree del cervello danneggiate o non funzionanti. Soprattutto, conferma la validità della terapia cellulare per l'autismo.

http://corporate.dukemedicine.org/news_and_publications/news_office/news/news_and_publications/news_office/news/15-million-award-to-go-toward-exploring-new-treatments-for-autism-other-brain-disorders


Associazione tra infezioni batteriche durante la gravidanza ed autismo

13/01/2014Secondo quanto riportato da un recente studio californiano pubblicato su Journal of Autism and Developmental Disorders, le donne che aspettano un bambino a cui è diagnosticata un'infezione batterica ospedaliera hanno maggiori probabilità che il nascituro sviluppi l'autismo.

Infezioni a carico del sistema genitale, urinario e del fluido amniotico potrebbero portare ad un'incidenza del 60% di autismo. Il rischio maggiore riguarda soprattutto infezioni severe contratte durante il secondo trimestre di gravidanza, quando le strutture cerebrali iniziano a svilupparsi.

http://www.pnj.com/article/20140103/NEWS03/140103007/Study-finds-association-between-bacterial-infections-during-pregnancy-autism?nclick_check=1


Segni di autismo

11/11/2013 - Alcuni bambini sviluppano segni di autismo fin dai primissimi mesi di vita, secondo quanto riportato da Nature come risultato di una ricerca condotta dal Marcus Autism Center di Atlanta. Infatti, studiando i piccoli pazienti dalla nascita fino a 3 anni, con l'ausilio dell'eye tracking (una tecnica che permette di diagnosticare l'autismo seguendo il movimento degli occhi), si è visto che vi era un calo di attenzione nei bambini a partire dai 2 mesi in poi. Tali bambini effettivamente hanno ricevuto poi una diagnosi di autismo. Si potrebbe così avere una diagnosi di autismo prima dei sei mesi e quindi di conseguenza essere più efficaci nella terapia.


Autismo: fallimento del test genetico!

Come riportato dalla rivista scientifica The Scientist, non c'è validità nel test genetico per la diagnosi di autismo. Lo scorso anno, un team di scienziati australiani dell'Università di Melbourne aveva dichiarato di essere riuscito a creare un test genetico che predice il rischio di sviluppare autismo con alta percentuale di precisione. Il test di screening utilizzava ben 237 marcatori genetici e, a detta dei ricercatori australiani, era in grado di discriminare i disturbi dello spettro autistico in individui affetti da quelli non affetti.

Ora, un nuovissimo studio di un team di ricerca del Massachusetts General Hospital smentisce tali affermazioni. Infatti, replicando gli esperimenti, il team americano ha verificato che non c’è precisione nel  pannello di marcatori proposto. Inoltre, nel nuovo studio nessuno dei polimorfismi a singolo nucleotide, la particolare mutazione del DNA utilizzata come probabile marcatore, è risultato essere significativamente associato al rischio di autismo.

http://www.the-scientist.com//?articles.view/articleNo/38030/title/Genetic-Test-for-Autism-Refuted/

Robinson EB et al., “Response to ‘Predicting the diagnosis of autism spectrum disorder using gene pathway analysis,’” Molecular Psychiatry, doi:10.1038/mp.2013.125, 2013.

Skafidas E et al., “Predicting the diagnosis of autism spectrum disorder using gene pathway analysis,” Molecular Psychiatry, doi:10.1038/mp.2012.126, 2012.


Esposizione all'inquinamento urbano e rischio di autismo

inquinamento atmosferico ricerca autismo

Uno studio dell'Università di Harvard, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, sottolinea ancora una volta come sia alto il rischio di sviluppare autismo da parte di bambini le cui mamme vivono in zone altamente inquinate durante la gravidanza. Piombo, manganese, mercurio, diesel, cloruro di metilene sono tra gli inquinanti più pericolosi. Questo studio, a differenza dei precedenti, copre tutto il territorio statunitense e si basa sui dati di inquinamento dell'agenzia per la protezione dell'ambiente americana (EPA).

fonte: LaPresse http://www.lapresse.ca/environnement/pollution/201306/17/01-4662282-risque-accru-dautisme-pour-les-enfants-nes-de-meres-exposees-a-la-pollution.php


Possible use of Trichuris suis ova in autism spectrum disorders therapy

di Siniscalco & Antonucci

La terapia con elminti è una potenziale applicazione anti-infiammatoria. Diverse malattie possono essere trattate con elminti (malattia infiammatorie, asma, sclerosi multipla e il diabete autoimmune). Le Trichuris suis ova (TSO) mostrano forti proprietà immunomodulanti. In questo studio, ipotizziamo che il TSO potrebbe essere utile per affrontare la disregolazione del sistema immunitario dell'autismo. In questo modo, il TSO potrebbe rappresentare un'opzione terapeutica per la gestione dell'autismo.

Vai su "i prodotti della ricerca" / "pubblicazioni" per leggere l'articolo completo, oppure scrivici dariosin@uab.edu per riceverne una copia!


Associazione tra autismo ed inquinamento urbano

In uno studio condotto in California e pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA Psychiatry, è stato dimostrato come l'esposizione all'inquinamento relativo al traffico urbano (diossido di azoto, PM2.5, e PM10) durante la gravidanza e durante il primo anno di vita è associata con l'autismo.

leggi l'abstract in "news scientifiche" http://antonucci.eu/Default.asp?page=637-182

JAMA Psychiatry. 2013 Jan;70(1):71-7.

Traffic-related air pollution, particulate matter, and autism.

Department of Preventive Medicine, Keck School of Medicine, Zilkha Neurogenetic Institute, Children's Hospital Los Angeles, University of Southern California, Los Angeles, CA 90089, USA. hvolk@usc.edu

Abstract

Autism is a heterogeneous disorder with genetic and environmental factors likely contributing to its origins. Examination of hazardous pollutants has suggested the importance of air toxics in the etiology of autism, yet little research has examined its association with local levels of air pollution using residence-specific exposure assignments.

OBJECTIVE:

To examine the relationship between traffic-related air pollution, air quality, and autism.

DESIGN:

This population-based case-control study includes data obtained from children with autism and control children with typical development who were enrolled in the Childhood Autism Risks from Genetics and the Environment study in California. The mother's address from the birth certificate and addresses reported from a residential history questionnaire were used to estimate exposure for each trimester of pregnancy and first year of life. Traffic-related air pollution was assigned to each location using a line-source air-quality dispersion model. Regional air pollutant measures were based on the Environmental Protection Agency's Air Quality System data. Logistic regression models compared estimated and measured pollutant levels for children with autism and for control children with typical development.

SETTING:

Case-control study from California.

PARTICIPANTS:

A total of 279 children with autism and a total of 245 control children with typical development.

MAIN OUTCOME MEASURES:

Crude and multivariable adjusted odds ratios (AORs) for autism.

RESULTS:

Children with autism were more likely to live at residences that had the highest quartile of exposure to traffic-related air pollution, during gestation (AOR, 1.98 [95% CI, 1.20-3.31]) and during the first year of life (AOR, 3.10 [95% CI, 1.76-5.57]), compared with control children. Regional exposure measures of nitrogen dioxide and particulate matter less than 2.5 and 10 μm in diameter (PM2.5 and PM10) were also associated with autism during gestation (exposure to nitrogen dioxide: AOR, 1.81 [95% CI, 1.37-3.09]; exposure to PM2.5: AOR, 2.08 [95% CI, 1.93-2.25]; exposure to PM10: AOR, 2.17 [95% CI, 1.49-3.16) and during the first year of life (exposure to nitrogen dioxide: AOR, 2.06 [95% CI, 1.37-3.09]; exposure to PM2.5: AOR, 2.12 [95% CI, 1.45-3.10]; exposure to PM10: AOR, 2.14 [95% CI, 1.46-3.12]). All regional pollutant estimates were scaled to twice the standard deviation of the distribution for all pregnancy estimates.

CONCLUSIONS:

Exposure to traffic-related air pollution, nitrogen dioxide, PM2.5, and PM10 during pregnancy and during the first year of life was associated with autism. Further epidemiological and toxicological examinations of likely biological pathways will help determine whether these associations are causal.


Autismo e malattia di Lyme

Il legame ipotizzato tra autismo e la malattia di Lyme perde terreno con un nuovo studio che non ha trovato alcuna prova di una infezione in pazienti autistici. I risultati, pubblicati nel Journal of American Medical Association, implicano che gli antibiotici contro l'agente patogeno della malattia di Lyme non migliorano i sintomi per la maggior parte dei pazienti autistici.

http://www.the-scientist.com//?articles.view/articleNo/35365/title/Autism-Lyme-Correlation-Debunked/


Pubblicata la nostra ultima ricerca sperimentale:

Cannabinoid Receptor Type 2, but not Type 1, is Up-Regulated in Peripheral Blood Mononuclear Cells of Children Affected by Autistic Disorders

Dario Siniscalco • Anna Sapone • Catia Giordano • Alessandra Cirillo •
Laura de Magistris • Francesco Rossi • Alessio Fasano • James Jeffrey Bradstreet •
Sabatino Maione • Nicola Antonucci

Autistic disorders (ADs) are heterogeneous neurodevelopmental disorders arised by the interaction of genes and environmental factors. Dysfunctions in social interaction and communication skills, repetitive and stereotypic verbal and non-verbal behaviours are common features of ADs. There are no defined mechanisms of pathogenesis, rendering curative therapy very difficult. Indeed, the treatments for autism presently available can be divided into behavioural, nutritional and medical approaches, although no defined standard approach exists. Autistic children display immune system dysregulation and show an altered immune response of peripheral blood mononuclear cells (PBMCs). In this study, we investigated the involvement of cannabinoid system in PBMCs from autistic children compared to age-matched normal healthy developing controls (age ranging 3–9 years; mean age: 6.06 ± 1.52 vs. 6.14 ± 1.39 in autistic children and healthy subjects, respectively). The mRNA level for cannabinoid receptor type 2 (CB2) was significantly increased in AD-PBMCs as compared to healthy subjects (mean ± SE of arbitrary units: 0.34 ± 0.03 vs. 0.23 ± 0.02 in autistic children and healthy subjects, respectively), whereas CB1 and fatty acid amide hydrolase mRNA levels were unchanged. mRNA levels of N-acylphosphatidylethanolamine-hydrolyzing phospholipase D gene were slightly decreased. Protein levels of CB-2 were also significantly increased in autistic children (mean ± SE of arbitrary units: 33.5 ± 1.32 vs. 6.70 ± 1.25 in autistic children and healthy subjects, respectively). Our data indicate CB2 receptor as potential therapeutic target for the pharmacological management of the autism care.

http://link.springer.com/article/10.1007/s10803-013-1824-9/fulltext.html


Autism-Associated Neuroligin-3 Mutations Commonly Disrupt Tonic Endocannabinoid Signaling

Csaba Földy, Robert C. Malenka, Thomas C. Südhof

Neuroligins are postsynaptic cell-adhesion molecules that interact with presynaptic neurexins. Rare mutations in neuroligins and neurexins predispose to autism, including a neuroligin-3 amino acid substitution (R451C) and a neuroligin-3 deletion. Previous analyses showed that neuroligin-3 R451C-knockin mice exhibit robust synaptic phenotypes but failed to uncover major changes in neuroligin-3 knockout mice, questioning the notion that a common synaptic mechanism mediates autism pathogenesis in patients with these mutations. Here, we used paired recordings in mice carrying these mutations to measure synaptic transmission at GABAergic synapses formed by hippocampal parvalbumin- and cholecystokinin-expressing basket cells onto pyramidal neurons. We demonstrate that in addition to unique gain-of-function effects produced by the neuroligin-3 R451C-knockin but not the neuroligin-3 knockout mutation, both mutations dramatically impaired tonic but not phasic endocannabinoid signaling. Our data thus suggest that neuroligin-3 is specifically required for tonic endocannabinoid signaling, raising the possibility that alterations in endocannabinoid signaling may contribute to autism pathophysiology.

http://www.the-scientist.com/?articles.view/articleNo/35088/title/A-Link-Between-Autism-and-Cannabinoids/


Alterations in the endocannabinoid system in the rat valproic acid model of autism

Kerr DM, Downey L, Conboy M, Finn DP, Roche M.       Behav Brain Res. 2013 May 1.

The endocannabinoid system plays a crucial role in regulating emotionality and social behaviour, however it is unknown whether this system plays a role in symptoms associated with autism spectrum disorders. The current study evaluated if alterations in the endocannabinoid system accompany behavioural changes in the valproic acid (VPA) rat model of autism. Adolescent rats prenatally exposed to VPA exhibited impaired social investigatory behaviour, hypoalgesia and reduced lococmotor activity on exposure to a novel aversive arena. Levels of the endocananbinoids, anandamide (AEA) and 2-arachidonylglycerol (2-AG) in the hippocampus, frontal cortex or cerebellum were not altered in VPA- versus saline-exposed animals. However, the expression of mRNA for diacylglycerol lipase α, the enzyme primarily responsible for the synthesis of 2-AG, was reduced in the cerebellum of VPA-exposed rats. Furthermore, while the expression of mRNA for the 2-AG-catabolising enzyme monoacylglycerol lipase was reduced, the activity of this enzyme was increased, in the hippocampus of VPA-exposed animals. CB1 or CB2 receptor expression was not altered in any of the regions examined, however VPA-exposed rats exhibited reduced PPARα and GPR55 expression in the frontal cortex and PPARγ and GPR55 expression in the hippocampus, additional receptor targets of the endocannabinoids. Furthermore, tissue levels of the fatty acid amide hydrolase substrates, AEA, oleoylethanolamide and palmitoylethanolamide, were higher in the hippocampus of VPA-exposed rats immediately following social exposure. These data indicate that prenatal VPA exposure is associated with alterations in the brain's endocannabinoid system and support the hypothesis that endocannabinoid dysfunction may underlie behavioural abnormalities observed in autism spectrum disorders.


In avvio una ricerca per identificare un marcatore di diagnosi di autismo mediante esame del sangue

http://www.mnn.com/health/fitness-well-being/stories/could-a-blood-test-detect-autism


Identificato un marcatore per l'autismo nella placenta?

Trophoblast Inclusions Are Significantly Increased in the Placentas of Children in
Families at Risk for Autism


Cheryl K. Walker | Kaitlin W. Anderson | Kristin M. Milano | Saier Ye | Daniel J. Tancredi | Isaac N. Pessah | Irva Hertz-Picciotto | Harvey J. Kliman

Gestation is a critical window for neurodevelopmental vulnerability. This study examined whether the presence of trophoblast inclusions (TIs) in the placenta could serve as a predictor for children at elevated risk for autism spectrum disorder (ASD).MethodsPlacentas were obtained from 117 births in the MARBLES (Markers of Autism Risk in Babies— Learning Early Signs) cohort of families who have one or more previous biological children with ASD, placing their newborn at elevated risk for neurodevelopmental compromise. Control samples were obtained from 100 uncomplicated term pregnancies of multiparous women with one or more typically developing biological children. Frequency of TIs was compared across the two groups. Placentas from at-risk pregnancies had an eightfold increased odds of having two or more TIs compared with control samples (odds ratio: 8.0, 95% confidence interval: 3.6–18.0). The presence of≥2 TIs yielded a sensitivity of 41% and a specificity of 92% for predicting ASD risk status, whereas≥4 TIs yielded a sensitivity
of 19%, a specificity of 99.9%, and a positive likelihood ratio of 242 and conservatively predicted an infant with a 74% probability of being at risk for ASD. Our findings suggest that the placentas from women whose fetuses are at elevated risk for autism are markedly different from control placentas. These differences are manifested histologically as TIs. Their identification has the possibility of identifying newborns at risk for ASD who might benefit from targeted early interventions aimed at preventing or ameliorating behavioral symptoms and optimizing developmental outcomes.


Il bambino autistico sembra essere più efficiente di quello normale

da Le Scienze

L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo

Una nuova ricerca dimostra che i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico tendono a copiare dagli adulti solo le azioni che ritengono utili, diversamente dagli altri bambini che imitano anche le azioni che giudicano inutili, ma che avrebbero un significato sociale. Il risultato sottolinea alcuni aspetti cruciali dell’interazione tra i bambini autistici e gli adulti di riferimento, ma per comprendere esattamente il significato delle azioni "inutili" per la trasmissione culturale della conoscenza serviranno nuove ricerche.

http://www.lescienze.it/news/2013/04/10/news/bambini_autistici_imitazione_azione-1605019/


Un bambino su 50 è affetto da autismo!

Risultato clamoroso di uno studio del Center for Disease Control statunitense.

Secondo un sondaggio del governo rivolto ai genitori, 1 su 50 scolari americani ha l'autismo, superando un'altra stima federale (1 su 88), basato anche sulle cartelle cliniche.

  La nuova stima dei Centers for Disease Control and Prevention significa che almeno 1 milione di bambini ha l'autismo.
  La nuova statistica viene da un sondaggio telefonico nazionale di più di 95.000 genitori nel 2011 e nel 2012. Meno di un quarto dei genitori contattati ha accettato di rispondere alle domande, ed è probabile che quelli con i bambini autistici erano più interessati di altri genitori a partecipare ad un sondaggio sulla salute dei bambini.

 
Tuttavia, i funzionari del CDC ritengono che l'indagine fornisce un'istantanea valida di quante famiglie sono colpite da autismo.

Per maggiori info: http://www.cdc.gov/nchs/

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